15 novembre 2012

Ludus Magnus


Il Ludus Magnus era la principale sede e palestra dei gladiatori a Roma, collocata nei pressi del Colosseo, nella valle tra l’Esquilino e il Celio.
Fu una delle quattro caserme (ludi) costruite dall’imperatore Domiziano (comprendenti anche il Gallicus, il Matutinus e il Dacicus), ed è l’unica oggi parzialmente visibile.


Nell’area si trovavano precedentemente una domus tardo-repubblicana e un’insula della prima età imperiale, distrutte nell’incendio neroniano. La struttura domizianea fu fondata nell’interro sovrapposto ai resti dell’incendio. La fase attualmente visibile si riferisce ad un restauro avvenuto sotto Traiano, che comportò la demolizione e ricostruzione di parte dell’elevato, probabilmente per motivi statici.

In epoca tardo-antica l’edificio dovette essere nuovamente restaurato e la cavea fu sostenuta con una serie di muri radiali in opera listata; altri ambienti con muri in tufo furono ricavati nella testata del portico all’angolo nord-occidentale. 
L’abbandono dell’edificio si data a partire dal VI secolo, quando esso fu utilizzato come area per modeste sepolture.
I resti della metà settentrionale del complesso furono rimessi in luce nel 1937, in occasione degli scavi per la costruzione di un nuovo edificio tra via di San Giovanni in Laterano e via Labicana.


L’edificio, che doveva avere tre piani, aveva una pianta simile a quella conosciuta per altre caserme, con stanze di alloggio e servizi intorno ad uno spazio centrale ed era circondato da un portico di colonne in travertino. I percorsi interni erano assicurati da un corridoio alle spalle degli ambienti e dalle scale per i piani superiori, disposte agli angoli; su uno dei lati corti una grande aula con porticato interno era forse adibita a sacello per il culto imperiale.

Il cortile centrale era occupato dall’arena per gli allenamenti, realizzata come copia a scala ridotta di quella del Colosseo (con un rapporto di 1:2,5). Vi si dovevano anche svolgere rappresentazioni aperte al pubblico e la cavea, accessibile da scale esterne, poteva ospitare 3.000 persone, con palchi per le autorità al centro dei lati lunghi.
Un passaggio sotterraneo, individuato nel 1939, permetteva di accedere direttamente ai sotterranei del Colosseo, al di sotto dello spazio lastricato che separava i due edifici.

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