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30 marzo 2013

Ninfeo Teatro di palazzo Rospigliosi Pallavicini


La fontana si trova nel secondo terrazzamento del palazzo costruito da Flaminio Ponzio per il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Papa Paolo V.



È un ninfeo di forma semicircolare, con un vasto bacino d’acqua bordato di aiuole, addossato ad un edificio. Nella composizione ci sono elementi architettonici e naturalistici: una grande nicchia architettonica ornata con due catini sostenuti da ammassi rocciosi.
Ai suoi lati ci sono due grotte che racchiudono statue di fiumi. Anche nelle due testate dell’emiciclo c’è una nicchia con statua.

25 novembre 2012

Villa Sciarra


Villa Sciarra si trova tra il centro storico del quartiere di Trastevere e di quello del Gianicolo, ed è delimitata dalle Mura Gianicolensi, da via Calandrelli e Via Dandolo.


In origine, la villa, era occupata da una florida vegetazione di orti e giardini, ed  in base a fonti leggendarie questo territorio era definito come bosco sacro della ninfa Furrina, in cui si fece uccidere Gaio Gracco dal suo schiavo Filocrate.
In seguito, questo luogo entrò a far parte del cosiddetto Horti Cesaris dove, sempre secondo la leggenda, qui Cesare ospitò Cleopatra, durante il suo soggiorno nell’urbe.

All’interno di quest’area si trova anche il santuario delle divinità siriache, caratterizzato da tre parti principali: un cortile rettangolare in posizione centrale, una parte dell’ambiente con pianta mistilinea situata nel lato destro del cortile centrale ed infine un ambiente sito alla sinistra del cortile con un atrio che precede un edificio a forma di basilica.
La proprietà di questo terreno, dopo varie vicende, nel 1575 appartiene a monsignor Innocenzo Malvasia, ma nel 1614, passa di proprietà a Gaspare Rivaldi; in seguito l’area fu acquisita da Antonio Barberini che si occupò di un restauro completo del terreno. Acquistata successivamente dalla famiglia Ottoboni, tornò di nuovo nella mani della famiglia Barberini, e precisamente in quelle di Cornelia Costanza Barberini, moglie di Giulio Cesare Colonna di Sciarra, che ne ha permesso dopo l’eredità alla famiglia Sciarra.



Oggi Villa Sciarra è una delle ville più belle di Roma, dall’aspetto grazioso e con un curato giardino pubblico con numerose fontane tra cui quella dei Satiri, collocata a lato dell’uccelliera, in un articolato gioco di nicchie, è l'unico elemento proveniente dalla Villa Visconti di Brignano d’Adda, ricostruita nella sua interezza a Villa Sciarra. La fontana, composta da un articolato gruppo di satiri e satirelli che sorreggono una grande conchiglia, è coronata da un putto che esce dalle fauci di un biscione, allusivo allo stemma araldico della famiglia Visconti.

14 novembre 2012

Palazzo Altemps


Il Palazzo Altemps sorge a poca distanza da Piazza Navona e fu il conte Girolamo Riario, nipote di Sisto IV e marito di Caterina Sforza, a commissionarne all’architetto Baldassarre Peruzzi la costruzione su edifici precedenti di epoca medievale.
 

Il palazzo deve il suo nome al cardinale Marco Sittico Altemps che lo acquistò nel 1568 e ne fece la sua dimora romana. Tra il 1577 e il 1595 apportò notevoli trasformazioni all’edificio tra cui la realizzazione dell’altana posta nell’angolo verso piazza S. Apollinare, sormontata da quattro guglie piramidali e coperta da una cupola su cui c’è un ariete rampante, simbolo della famiglia Altemps.
Nel 1887 il palazzo divenne proprietà della Santa Sede ed ospitò il Pontificio Collegio Spagnolo. 
Nel 1982 fu acquistato dallo Stato e, dopo un lungo restauro, è stato adibito a sede del Museo Nazionale Romano, ospitando quello che rimane della collezione Altemps ed altre importanti collezioni di opere antiche, quali la collezione Boncompagni Ludovisi, la collezione Mattei, la collezione Del Drago e la raccolta egizia che costituisce una delle più significative testimonianze sulla diffusione dei culti egizi a Roma.

Il palazzo presenta una pianta ad L a tre piani con finestre a cornice semplice al primo piano, architravate con balconi al secondo e con architrave al terzo.
L’edificio conserva parte degli affreschi e delle decorazioni originari che si possono ammirare soprattutto nella loggia e nella chiesa dedicata a papa Sant’Aniceto.
Dal portale si entra nel cortile decorato con gli stemmi Altemps e Orsini e al cui centro c’è una bellissima fontana con un mosaico realizzato con sassolini e conchiglie marine.
Il cardinale Altemps fu un grande collezionista di opere d’arte antica, favorito nell’acquisto di esse dall’amicizia con papa Clemente VII, che egli aveva appoggiato nella sua ascesa al soglio pontificio. In segno di gratitudine, Clemente VII fece altresì dono agli Altemps di una preziosa reliquia: il corpo del pontefice sant’Aniceto, che, caso unico di sepoltura privata di un papa, fu traslato nella cappella del palazzo.

13 novembre 2012

Fontane di Roma: Fontana della Navicella


La Fontana della Navicella si trova di fronte alla chiesa di Santa Maria in Domnica, sul Celio, e fu costruita intorno al 1518, durante il pontificato di Leone X Medici.


In epoca romana nei pressi del colle Celio sorgevano i Castra misenatium, il quartiere del reparto di marinai della flotta di stanza a Capo Miseno, il cui principale incarico, quando non era impegnato in attività militari in mare, era quello di manovrare il velarium, l’enorme tenda che copriva il Colosseo e che, manovrato da un sistema di funi e carrucole, serviva a riparare il pubblico dal sole e dalle intemperie durante lo svolgimento degli spettacoli.
Secondo la tradizione i marinai del castra avrebbero fatto realizzare un modello marmoreo di una barca, per offrirlo come ex voto alla dea Iside, protettrice dei naviganti. Un’altra versione attribuisce la paternità dell’ex voto ai soldati del Castra peregrina (alloggi riservati, tra l’altro, ai militari di passaggio a Roma) per ringraziare la dea per uno scampato naufragio.
Andato perduto durante il Medioevo, i resti del modello furono ritrovati all’inizio del XVI secolo nei pressi della Basilica di Santa Maria in Domnica. Prima che andassero di nuovo definitivamente perduti, papa Leone X incaricò lo scultore Andrea Sansovino di farne una copia che fu collocata davanti all’entrata della chiesa, inizialmente posizionata con la prua rivolta al porticato della stessa, adagiata su un’alta base rettangolare ornata con le insegne papali ed un’epigrafe celebrativa.
Si tratta della rappresentazione, in marmo bianco e travertino, di una galera romana, poggiata su due scalmi. Il ponte è delimitato da un corrimano sostenuto da nove mensole alternate ad altrettanti boccaporti. Particolarmente caratteristica la testa di cinghiale posta a decorazione della prua della nave, mentre sulla poppa è riprodotto il castello.

Soltanto nel 1931, quando ormai tutta la città era servita dagli acquedotti, un ramo secondario dell’Acqua Felice fu collegato alla scultura, che fu quindi restaurata, orientata nella posizione attuale (con la prua verso il centro storico della città) e trasformata in fontana, con l’aggiunta di una piscina sottostante a livello stradale, di forma ovale, ornata da un mosaico con figure di pesci e imbarcazioni, inserita in un'area di rispetto rettangolare bombata sui lati minori. L’acqua fuoriesce da uno zampillo al centro del ponte, da cui precipita nella piscina scorrendo lungo le murate.

Nel 2005 ha subito un grave atto vandalico nella zona di prua ma l’intervenuto è stato effettuato con successo.