13 marzo 2013

Habemus Papam!

Il nuovo Pontefice è stato scelto! L'evento è stato segnalato dalla fumata bianca uscita dal comignolo della Cappella Sistina e dalle campane di San Pietro che hanno suonato per molti minuti.


Il nuovo Papa è l'Argentino Jorge Mario Bergoglio Arcivescovo di Buenos Aires, 76 anni, gesuita: Sale al trono pontificio con il nome di Francesco.


"Fratelli e sorelle, buonasera". Queste le prime parole del Papa. "Sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo. Vi ringrazio per l'accoglienza". Dopo aver rivolto una preghiera al suo precedessore, chiede alla folla di pregare per il se stesso e poi congeda tutti (dopo la benedizione con Indulgenza plenaria) dicendo: "Buona notte e buon riposo, ci vediamo presto".
Il Pontefice è stato eletto al quinto scrutinio dopo le fumate nere di ieri sera e di questa mattina. 


Piccola curiosità: brusio e divertimento tra la folla assiepata a piazza San Pietro perché ad attirare l'attenzione sul comignolo della Cappella Sistina è stato un gabbiano "temerario" che si è posizionato sulla sommità del camino. Il gabbiano si è quindi levato in volo per poi tornare ancora sul comignolo picchiettando con il becco sulla sommità del comignolo dal quale uscirà (poco più tardi) il fumo che annuncia al mondo l'elezione del successore di Benedetto XVI. 




11 marzo 2013

Il Pulcino della Minerva


I Romani amano dare soprannomi a cose, persone e perfino alle statue: pulcino della Minerva è un modo bizzarro per chiamare il piccolo elefante di pietra che regge l’obelisco situato in una piazza alle spalle del Pantheon. Il monumento fronteggia la bella chiesa medievale di Santa Maria sopra Minerva (affidata ai domenicani) che deve il suo nome al fatto di essere stata edificata sui resti di un antico tempio dedicato a Minerva, la dea della sapienza.


Nel 1665, nel giardino di proprietà del convento annesso alla chiesa, fu rinvenuto un piccolo obelisco, alto circa 5 metri e mezzo, con iscrizioni in geroglifici sui quattro lati, proveniente dall’Iseum, un enorme luogo di culto dedicato alle dee Iside e Serapide; papa Alessandro VII decise di farlo erigere davanti alla chiesa. Per poter scegliere una base per il monumento diversi architetti di fama sottoposero i loro progetti ad una commissione papale, ed uno di essi era il prete domenicano Padre Domenico Paglia.
Secondo il suo progetto, l’obelisco avrebbe dovuto poggiare su sei piccoli colli (gli stessi “montini” che apparivano nello stemma di famiglia dei Chigi, a cui Alessandro VII apparteneva), con un cane a ciascuno dei quattro angoli in rappresentanza dei domenicani, chiamati Domini canes, cioè “i cani del Signore”, per sottolinearne la fedeltà.
Il papa respinse il progetto, poiché ciò a cui mirava non era un monumento autocelebrativo, ma un simbolo della Divina Saggezza, che richiamasse l’antico significato di quel luogo.
Fu dunque interpellato Gianlorenzo Bernini perché ideasse una base adatta all’obelisco e, dei suoi molti disegni presentati, fu scelto l’elefante, quale rappresentazione simbolica della forza: “...è necessaria una robusta mente per sorreggere una solida sapienza” dice l’iscrizione su uno dei lati del monumento.

Nel suo progetto originale però l’animale non aveva alcun sostegno, quindi il peso dell’obelisco avrebbe gravato interamente sulle zampe dell’elefante. Ma padre Paglia, piuttosto invidioso dopo che la sua idea era stata scartata, obbiettò in accordo con i canoni classici che “nessun peso perpendicolare avrebbe dovuto poggiare sul vuoto perché non sarebbe stato solido né durevole”, quindi sarebbe stato necessario inserire un cubo di pietra sotto il ventre dell’elefante.
Bernini si oppose fieramente a questa modifica, avendo già realizzato altre opere nelle quali elementi pesanti gravavano su spazi vuoti (un esempio di ciò è la sua famosa Fontana dei Fiumi a piazza Navona), ma il papa decise comunque che il supporto avrebbe dovuto essere aggiunto.
L’artista tentò allora di mascherare il rude cubo di pietra scolpendo un’elaborata gualdrappa dell’elefante che lo nascondesse, ma nonostante il tentativo la statua si mostrava in complesso molto appesantita.

Bernini, però, meditò una vendetta per castigare il domenicano che aveva osato sfidarlo e nella versione definitiva (1667) disegnò l’elefante in modo che puntasse le terga verso il vicino convento, con la coda leggermente spostata, come a salutare padre Paglia e gli altri frati!
Per questa ragione, la gente cominciò a chiamarla il Porcino della Minerva: in seguito, il nome mutò in Pulcino forse per un semplice motivo fonetico.

11 febbraio 2013

Il Papa si dimette


“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro ed annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20:00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice”.

È con queste parole che oggi il Papa Benedetto XVI, durante il Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto. 

Nella storia della Chiesa, sono cinque i pontefici che hanno abdicato, per scelta o per costrizione: Clemente I, papa Ponziano, Benedetto IX, Celestino V e Gregorio XII.

Il Codice di Diritto Canonico contempla la possibilità di dimissioni. Infatti, il canone 332, comma 2, recita: "Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che sia debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti".


Considerando che il motivo delle dimissioni è legato alla riduzione di vigore del corpo e dell'anima, non sarebbe il caso di eleggere un papa giovane di età massima di 54 anni?

9 gennaio 2013

Piazza del Campidoglio


Piazza del Campidoglio si trova sull’omonimo colle di Roma e, in età antica, tale luogo ospitava uno dei monumenti più celebri della città, il Tabularium, ma l’avvento del Medioevo questa piazza fu abbandonata a tal punto che era utilizzata come pascolo per le capre, finché papa Paolo III  Farnese decise di riprenderne le redini e di valorizzare il luogo.


Statua di Cola di Rienzo
Il progetto della piazza fu opera di Michelangelo Buonarroti che si occupò anche della pavimentazione: inoltre, era previsto che la piazza si volgesse, non più verso i Fori Romani, ma in direzione della Basilica di San Pietro; poi ci furono alcuni interventi urbanistici/architettonici tra i quali la costruzione di un nuovo palazzo, chiamato Palazzo Nuovo, il restauro di quello dei Conservatori, cercando di togliere le strutture medievali e fue progettata la scalinata della Cordonata (realizzata da Giacomo della Porta) che presenta alla sua base una coppia di leoni egizi in granito nero, con venature rosse: a metà la statua di Cola di Rienzo e in cima le statue dei dioscuri Castore e Polluce. 


Al centro della piazza fu situata la statua in bronzo di Marco Aurelio, che all’epoca stava in piazza di Porta San Giovanni ed oggi, sostituita con una copia, è conservata nei Musei Capitolini.
I lavori per il completamento della piazza terminarono nel XVII secolo, mentre la pavimentazione, fu realizzata solo nel 1940.

20 dicembre 2012

Terme di Caracalla


Le Terme di Caracalla, legate alla dinastia della famiglia degli Antonini, sono lʼesempio più prestigioso ed importante di terme presenti a Roma.
La loro origine è molto antica; esse, infatti, furono fatte edificare presso lʼAventino tra il 212 e 217 per volontà di Caracalla, durante la sua carica di imperatore.


La loro struttura era in grado di ospitare ben 1500 persone e furono utilizzate per tutto il popolino; nella sua più ampia estensione, recinto compreso, l’edificio misurava 337x328 metri (comprendendo le esedre anche 400 metri), ed il solo corpo centrale 220x114 metri, con la sola stanza del calidarium che arrivava a 140 metri avevano anche un recinto esterno, di cui sono rimaste pochissime tracce. 

Il recinto esterno era costituito da un portico, del quale si conservano scarsissimi resti. Prima di esso una serie di concamerazioni a due piani sostenevano un lato del terrapieno sul quale sorgeva il complesso. Ai due lati del recinto due esedre grandiose erano poste simmetricamente e contenenti ciascuna una sala absidata, preceduta da colonnato, con ai fianchi due ambienti minori di forma diversa: uno a forma di basilica absidata ed uno a pianta centrale.
Numerosi erano gli ambienti ospitati dalle terme di Caracalla; vi erano innanzitutto quattro porte dalle quali poter accedere e che indirizzavano o verso un ambiente laterale o in uno di quelli che fiancheggiava la piscina; sulla parte dʼaccesso opposta alla piscina vi era lo spogliatoio e proseguendo si giungeva alle due palestre.
Le ampie sale, site nella parte sud-ovest dellʼedificio, avevano forme differenti: si andava, infatti, da quella rettangolare a quella quadrata, o ellittica o absidata o circolare. Il calidarium si trovava sull’asse centrale, quindi era unico, come tepidariumbasilica e natatio. Il tepidarium era un ambiente più piccolo e temperato, a base circolare e tagliato ai lati con due vasche. Sui lati brevi si aprivano nicchie ellittiche con vasche dove doveva aver luogo il frigidarium: queste vasche di granito furono riutilizzate per le fontane di piazza Farnese. Nella nicchia verso la natatio si trovano oggi quattro grandi capitelli figurati con divinità.

Il bagno terminava nella natatio, la piscina all’aperto, decorato da quattro enormi colonne monolitiche in granito: l’unica colonna superstite si trova, dal 1563, nella piazza di Santa Trinità a Firenze.
Le terme di Caracalla sono state da sempre destinate agli scavi archeologici e tuttʼora mostrano ai visitatori la loro struttura imponente; i loro resti, inoltre sono significativi in quanto testimonianza di uno dei principali luoghi di svago per gli antichi romani: un vecchio detto recita così: “Alle terme di Caracalla i Romani giocavano a palla”.

10 dicembre 2012

Fontana di Via Dei Staderari

La fontana di Via degli Staderari, nota anche con il nome di Fontanella de La Sapienza, è una di quelle fontane volute dal Comune di Roma negli anni Venti per celebrare i Rioni della Capitale.
L’autore di questo piccolo gioiello è il noto architetto Pietro Lombardi e l’opera risale al 1927 per decorare il Rione Sant’Eustachio.


La fontanella è costruita in travertino ed è racchiusa all’interno di una nicchia contornata da un arco a tutto sesto su cui campeggia la scritta S.P.Q.R.. Nella parte centrale si trova una testa di cervo, simbolo del Rione: ai suoi lati ci sono due antichi libri per parte collocati su delle mensole. I libri ricordano la vicina ed antica Università La Sapienza, fondata nel 1303.
L’acqua fuoriesce da due piccole cannelle poste al centro della costa dei libri più in alto e cade direttamente nella piccola vasca semicircolare sottostante.